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Emily Ratajkowski e la foto grassofobica

Emily Ratajkowski

La prima parola che mi viene in mente pensando a questa vicenda che riguarda Emily Ratajkowski è: cortocircuito.

Qualcosa dev’essere andato tremendamente storto se Emily Ratajkowski, nel giro di un paio d’anni, è riuscita a passare da icona della body positivity a strega cattiva del body shaming.

Eppure è così. In un mondo veloce e crudele, la bellissima modella dal cognome impronunciabile, il giorno prima era l’idolo dei fan del politicamente corretto e il giorno dopo era un mostro.

Se ti stai chiedendo cosa abbia fatto per meritarsi tanto astio, te lo dico subito: una foto. Con dei jeans larghi.

Particolare che ha subito fatto infuriare i paladini del politicamente corretto, che l’hanno accusata niente popò di meno che di grassofobia.

Perché dai, diciamocelo: quando vedi una supermodella che posa in jeans oversize, pensi subito che abbia voluto perculare le persone sovrappeso, vero? Beh, se hai il quoziente intellettivo di un martello si.

La vicenda è avvenuta pochi giorni fa, con un servizio fotografico pubblicato sulla rivista “M magazine”.

Tra le tante foto, quella incriminata.

Orde di fan inferociti hanno chiesto la rimozione della foto dal profilo instagram della super top e della rivista. Probabilmente vorrebbero anche un rogo delle copie cartacee e la fustigazione del fotografo, ma non ci sono notizie certe al riguardo.

Ciò che invece è davvero certo, è che siamo andati decisamente oltre con le cose.

Viviamo in un mondo in cui ci sono persone pronte a offendersi e indignarsi per qualsiasi sciocchezza.

E la bellezza è spesso al centro delle polemiche più assurde.

Onestamente, penso che basterebbero queste righe, per capire l’assurdità del concetto.

Tuttavia, credo che sarebbe sbagliato chiudere senza un approfondimento sull’altra Emily.

Quella bella e buona. Fino all’altro ieri per capirci. Quella prima della foto incriminata.

Esatto! Sto parlando dell’Emily Ratajkowski paladina della body positivity.

Quella che ha scritto un libro, intitolato “My body”.

In cui, cito “Io Donna”, “racconta il percorso di accettazione del suo corpo”.

Perché dai, in un’epoca in cui il vittimismo va così di moda, vuoi forse rinunciare all’opportunità di dire che anche tu hai fatto tanto fatica ad accettare il tuo corpo? Vuoi rinunciare ad una simile opportunità, solo per il fatto di essere ritenuta la donna col corpo più bello del pianeta? Suvvia, non lasciamoci limitare da queste bazzecole!

E così, la bella Emily ha scritto un libro in cui parla di quanto sia difficile essere bellissima.

E di come si importante accettare il proprio corpo. Come ha fatto lei.

E in questo pazzo, pazzo mondo, c’è chi l’ha presa sul serio.

Ma se lei può parlare di quanto sia difficile accettare il suo corpo, le donne “normali”, esattamente, cosa dovrebbero dire?

Se sei bella, la vita è più bella!

Nicola Cossater

Cossater beauty

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